PESCARA. Domenica si è svolto a Pescara il primo convegno nazionale “Sete di Giustizia”, un movimento spontaneo animato da tutti gli estimatori del docente universitario, Giacinto Auriti, scomparso nell’agosto del 2006 ed inventore del Simec.Sala gremita nonostante le tematiche fossero di nicchia e ostiche ai più: la proprietà della moneta, la massoneria, l’ingiustizia sociale. Iniziativa patrocinata dalla Provincia e organizzata con il supporto dell’associazione pescarese Terra Nostra, aderente al movimento Sete di Giustizia.Lo scopo primario è quello di diffondere al grande pubblico la scoperta del “valore indotto della moneta”, teorizzata dal professor Giacinto Auriti, docente di Diritto all’Università di Teramo. «Il momento storico ed economico che stiamo vivendo», ha commentato il presidente di Terra Nostra, Gianluca Monaco, «è l’ennesimo ritorno di un ciclo storico di speculazione monetaria del quale, il compianto Giacinto Auriti, ne individuò le cause e la soluzione teorizzando la Proprietà Popolare della Moneta». Nella mattina si sono succeduti gli interventi di Roberto Pasquali (vice-presidente del Consiglio Provinciale di Pescara, Pdl), Graziano Zazzetta (consigliere provinciale, Pdl), Bruno Tarquini (ex-procuratore generale della corte d'appello), Antonio Pimpini, (avvocato di Auriti nella causa di legalità del Simec nonchè stretto collaboratore di Auriti), Gianluigi Mucciaccio, Matteo Simonetti (giornalista),Andrea Pauri, Michelangelo Altamore e Antonio Demenego (promotori di Sete di Giustizia).







Sabato 27 febbraio il Partito Democratico è sceso in piazza per protestare contro la decisione, da parte dell’amministrazione Mascia, dell’eliminazione delle panchine site in piazza Sacro Cuore. Noi c'eravamo. Senza nulla togliere alla civile manifestazione di protesta che ne è scaturita, la cosa che maggiormente ci ha colpiti è il fatto che alcuni partiti e movimenti possano sentirsi al di sopra della legge probabilmente solo per una questione di percentuale elettorale. Foto e filmati tramessi da molte tv locali hanno evidenziato la presenza di strutture mobili che avrebbero dovuto richiedere l’autorizzazione temporanea per l’occupazione suolo pubblico, cosa che non è avvenuta. Forza Nuova, ogni qual volta è scesa in piazza a Pescara, l’ha fatto sempre con tanto di autorizzazione. Evidentemente, in Italia, rispettare le regole civiche ed amministrative è da fessi.

