Forza Nuova Pescara

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I cittadini sfilano con Forza Nuova

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MONTESILVANO - «Sono loro i padroni e la convivenza con certi soggetti si fa sempre più difficile»: dichiara piuttosto risentito Francesco commerciante di auto residente in via L’Aquila (non a caso ribattezzata “pigri-town”), mentre si accosta al corteo di protesta contro i rom, organizzato ieri sera a Montesilvano da Forza Nuova.

 

Protesta che si è concretizzata nella nascita spontanea di un comitato cittadino anti-rom a Villa Verrocchio hanno aderito decine e decine di residenti, esaperati dai tantissimi soprusi che doevono subire. «Al di là delle bandiere di estrema destra che precedono il corteo - aggiunge Angelo artigiano - noi plaudiamo a questa iniziativa, perchè in città i rom sono diventati ingombranti. Fino a qualche anno fa, erano presenti solo alcune famiglie e bene o male si riusciva a convivere con loro. Poi, dopo il giro di vite a Rancitelli, c’è stato l’esodo in massa da Pescara a Montesilvano e questa è gente che non rispetta il prossimo in nessun senso. Nel giro di pochi mesi il quartiere dove vanno ad abitare si spopola perché nessuno vuole averli come vicini di casa. Molti hanno acquistato appartamenti, altri vivono in ville lussuose. Come mai nessuno fa accertamenti sui loro redditi?». A seguire la fiaccolata un massiccio schieramento di polizia e carabinieri.

Qello che dà maggiormente fastidio ai “gagè” è il comportamento prevaricante di certi zingari: parcheggiano dove e quando vogliono (in via Mincio sono frequenti le liti con i vicini); d’estate ascoltano musica tutto volume, si muovono su auto di grossa cilindrata senza assicurazione e talvolta senza patente. Se ci scappa un tamponamento è meglio prendersi la colpa, ad evitare ritorsioni. «Si sono fatti pericolosi e Alba non è che la punta dell’iceberg - commenta una signora - e noi mamme quando passeggiamo sulla strada parco abbiamo paura dei piccoli rom sempre pronti ad importunarci. Per non dire di certi modi di inciviltà che usano abitualmente, come l’abbandono dei sacchetti dei rifiuti davanti alle nostre case». Montesilvano insomma insorge contro i rom, presenti ai quattro angoli della città. E’ ancora vivo in città l’episodio di violenza del Bar Riccione, dove un rom non ha esitato a sparare alla gamba di Paolo, il barista, che si era rifiutato di servire l’ennesimo bicchiere di alcolico all’uomo visibilmente ubriaco.

di PIERGIORGIO ORSINI

Il Messaggero, pag. 37 del 22.11.2009